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Banca Consulia e il Progetto Talent Management

31/05/2019

Le scelte HR, orientate adeguatamente e concentrate sulla crescita e valorizzazione delle risorse umane, possono contribuire in modo decisivo alla competitività delle imprese, attraverso lo sviluppo di efficaci modelli di organizzazione del lavoro. Banca Consulia ha scelto di essere un’organizzazione che conosce ogni singolo dipendente, ne capisce ambizioni, attitudini e desideri e fa in modo, per quanto possibile, di armonizzarli alle esigenze, alle strategie e agli obiettivi aziendali. In un’ottica di sviluppo proattivo delle risorse è nato “Talent Management”, un progetto volto alla definizione di profili formativi e professionali di un gruppo di dipendenti per guidarli alla crescita, all’ acquisizione di responsabilità, allo sviluppo di carriera, al conseguimento di skills fondamentali per ricoprire ruoli strategici. 

Ad un anno dal progetto incontriamo la psicologa Viviana Verzeletti, coach e formatrice del network ReteAbaco, che ha lavorato con un gruppo di dipendenti di Banca Consulia.

Dottoressa, parliamo del progetto “Talent Management”: che tipo di lavoro è stato svolto?

Il percorso di Talent Management costituisce un “acceleratore” di sviluppo di capacità e competenze soft. Siamo partiti con una prima fase di diagnosi delle caratteristiche in termini di soft skills e motivazioni individuali presenti, costruendo insieme a ciascuno un piano di sviluppo personalizzato. Abbiamo poi attivato delle sessioni di coaching individuale, alternate a incontri di formazione d’aula in gruppo, su aree tematiche come l’integrazione, il pensare fuori dagli schemi e la leadership/impatto personale, per citarne alcuni. Un’ulteriore attività è stata quella di accompagnamento del gruppo, da un punto di vista di supporto metodologico, nell’ individuare autonomamente e proporre idee/progetti di miglioramento per la Banca.

Si è trattato di un lavoro su singoli individui o sul team?

Entrambe le cose. Il focus del percorso che ho guidato è stato innanzitutto sul singolo, sulle sue specificità, e sul contributo che può dare, stimolando ciascuno in tal senso a “tirare fuori” il meglio delle proprie capacità e potenzialità, contenendo invece gli aspetti meno forti, facendosi su questi aiutare e supportare anche dagli altri. E qui, con il confronto e il supporto reciproco, grazie anche ai momenti d’aula ed alla sfida di collaborare per proporre idee, si è effettivamente creato un team, di persone provenienti da ambiti differenti della Banca, che ha saputo far emergere una progettualità comune.

Che cos’è un talento e come si può fare per svilupparlo?

Al di là delle definizioni, un Talento a mio avviso risiede nella specificità di ciascuno, nel valore che ciascuno ha e può portare. La sfida è come “muovere”, coinvolgere e attivare questi diversi e variegati talenti, come toccarne le corde motivazionali. In particolare, lavorare con un gruppo di Millennials in sviluppo ed in crescita è una sfida. C’è un importante lavoro da fare inizialmente in termini di presa di consapevolezza delle personali motivazioni e capacità. Ci sono poi aspettative spesso molto elevate, da canalizzare ed orientare. Per sviluppare il Talento serve responsabilizzare le persone, farle uscire dalla comfort zone, per “sfidare”, almeno in parte, lo status quo. A tale scopo è utile offrire occasioni per mettersi in gioco e dimostrare effettivamente cosa si può portare come contributi e innovazioni. Citando Seneca “La fortuna non esiste. Esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità”

Quali sono i talenti che ha trovato nei giovani di Banca Consulia?

Dei talenti certamente eterogenei, con peculiarità tra loro differenti. Un tratto che accomuna è quello del voler fare al meglio, con responsabilità, il proprio lavoro. Ho trovato ambizione e voglia di crescere, insieme alla capacità di esser ricettivi, desiderosi di apprendere e di migliorarsi. Man mano è emersa anche una buona capacità di lavorare in Team, di confrontarsi in modo proficuo, partendo dall’ obiettivo comune e dall’ attenzione agli aspetti della comunicazione come leva per raggiungerlo. È anche vero che i “Talenti” tendono a rendersi visibili anche da sé, nella complessità della quotidianità lavorativa della Banca, quindi occorrerà guardarsi intorno per continuare a vederli e valorizzarli.

Quali obiettivi sono stati raggiunti?

Ci sono innanzitutto gli obiettivi gli apprendimenti individuali, specifici rispetto ai piani delle singole persone: per qualcuno rendersi più visibile, aprirsi di più, per altri gestire meglio le proprie emozioni…Ed un obiettivo di gruppo, ossia di creazione di un network ampio, trasversale all’ azienda, che andasse oltre alle divisioni per aree di appartenenza, per sviluppare un pensiero comune, un nuovo approccio e visione improntati sull’ obiettivo comune, l’integrazione e il coinvolgimento, il feedback costruttivo reciproco. Le persone coinvolte hanno avuto occasioni per sperimentarsi in situazioni differenti dall’ usuale, di esporsi in contesti di visibilità come la Convention annuale, di proporre le proprie idee al management in momenti dedicati, presentando contributi che sono stati apprezzati e ritenuti utili e interessanti.

Intervista a cura della Redazione di What’s Up, Newsletter di Banca Consulia https://newsletter.bancaconsulia.it/