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Intervista esclusiva all’AD Antonio Marangi *

24/06/2019

“Antonio Marangi è un manager che nel mondo della consulenza non ha bisogno di presentazioni. La sua Banca Consulia, di cui è a.d., ha avuto un 2018 impegnativo e al momento la raccolta netta continua ad aumentare. Citywire ha incontrato Marangi per chiedergli maggiori dettagli sulle attività che Banca Consulia sta portando avanti. Come lui stesso ha spiegato a Citywire, Banca Consulia sta lavorando alla crescita anche per linee esterne.

Avete chiuso il 2018 con un bilancio in perdita ma con un risultato in aumento, il che lascia intendere che avete progetti per sviluppare il vostro modello di business. Che progetti avete per il futuro?

Nel 2018 abbiamo affrontato ostacoli imprevedibili che ci hanno penalizzato ma per certi versi anche fortificato.

Si riferisce ai segno meno sui mercati?

L’anno scorso è stato molto particolare per i mercati, soprattutto da fine maggio: l’andamento dei titoli di Stato e l’allargamento dello spread sono stati sentiti da tutte le banche.

Di contro, Banca Consulia ha goduto di uno degli anni migliori in termini di raccolta netta con 185 milioni di raccolta. Per cui il nostro modello di business resta confermato, così come tutte le nostre attività.

Per il 2019 continuiamo con i nostri programmi, con un focus centrato sulla consulenza evoluta e con una rivisitazione importante di tutta l’offerta legata all’advisory evoluta.

Abbiamo rinnovato la nostra offerta partendo da un’analisi dei fenomeni economici – generati dai cambiamenti sociali, demografici, ambientali e tecnologici che stanno trasformando il mondo – offrendo nuove opportunità agli investitori.  

Abbiamo riorganizzato l’offerta delle gestioni patrimoniali e gli ottimi risultati conseguiti confermano la bontà delle scelte.  Abbiamo coniugato la nostra esperienza diretta con la competenza di specialisti dell’asset management internazionale, che collaborano con Banca Consulia per la gestione di queste Linee in esclusiva. Collaboriamo anche con una società fintech, M Dot M, per una linea basata sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale che utilizza i dati di oltre 30 asset class per costruire un portafoglio diversificato, facendo ricorso a tecniche statistiche e di deep learning. Abbiamo anche partecipato all’emissione di alcuni certificates per sfruttare al meglio determinati momenti di mercato.

Stiamo facendo delle riflessioni sul fenomeno che ha portato i mercati a crollare repentinamente e a crescere altrettanto velocemente a inizio 2019.

Quello che ci è chiaro è che il limite che lega cliente e consulente solo in un’ottica di ricerca del rendimento probabilmente vale solo per i portafogli più piccoli.  

Il cliente evoluto sente il bisogno di un interlocutore qualificato che lo guidi in tutti i contesti di mercato.

 Per gli approfondimenti relativi a questo tema, abbiamo acquisito i diritti di un libro di Matteo Motterlini che diffonderemo attraverso diverse modalità.

 Siamo convinti che la scienza finanziaria debba essere arricchita e completata anche dalle scienze comportamentali affinchè il rapporto tra consulente e cliente tenga conto anche delle dinamiche relative ad istinto ed emozione oltre che a quelle della ragione.  

Nel mondo della consulenza si parla molto di questa operazione con Unica Sim. A che punto siete con questo progetto? Avete cercato altre reti da rilevare oltre a quella genovese?

Il mercato è fatto dai grandi player e anche da realtà più piccole che proprio grazie alla loro snellezza sono in grado di offrire una serie di servizi che player molto grandi non possono offrire.

Proprio sulla base di questa constatazione, alcuni dei nostri soci ci hanno spinto a sostenere alcuni acquisti.

Tra questi c’è il fondo istituzionale, il fondo Magnetar, che condivide il nostro piano e vuole che noi cresciamo per linee esterne.

Tra le società prese in esame ci sono banche delle nostre dimensioni, Sim.  Abbiamo incaricato Equita Sim di cercare nuove opportunità di crescita.

 Abbiamo in mente di fare più di una operazione. In merito all’ operazione con Unica, come riportata da diversi media, non posso rilasciare alcun commento.

L’idea è che queste società verranno inglobate in Banca Consulia?

Banca Consulia nasce come progetto aggregante ed è nel nostro DNA la valorizzazione delle eccellenze e la messa a fattore comune delle esperienze migliori, senza snaturare le diverse realtà. Noi vogliamo unire queste linee di business in un progetto di crescita Alcune di queste società hanno esaurito la loro linfa per motivi industriali o, per così dire, naturali e così invece hanno la possibilità di continuare un percorso.

Siete tra i maggiori player del mondo della consulenza evoluta. Avrà notato la disparità di trattamento tra i consulenti indipendenti e quelli delle grandi reti. Che impatto ha avuto tutto ciò sulla Banca in termini di costi?

Non è ancora chiaro quale sia l’orientamento dell’Ocf. A un primo sguardo potrebbe sembrare che le istituzioni siano più interessate a spingere la consulenza non indipendente. Dall’altra parte, l’apertura verso le scf è stato un passo avanti importante. Ritengo che si stia cercando un equilibrio e che sia giusto mettere ordine per capire chi possa offrire servizi di consulenza indipendente. Forse chi è seduto al tavolo non ha ancora una strategia ben chiara. Lo scopo di tutto ciò non dovrà essere quello di farsi la guerra tra consulenti finanziari  indipendenti e no. C’è spazio per tutti, concentrandosi su segmenti di mercato specifici. Perché i cf indipendenti sentono il bisogno di legittimarsi attraverso critiche alle case prodotto? Il valore per noi è l’indipendenza.

Di certo, sostenere i costi legati all’iscrizione all’Albo è un bell’onere per realtà più piccole.

Sui problemi relativi ai costi da sostenere potremmo parlare a lungo. Come banca piccola devo avere la stessa struttura e di conseguenza sostenere gli stessi costi di un grande player. Non c’è proporzionalità. La vera domanda è: questi costi tutelano davvero il risparmiatore? Se servono a tutelarlo, allora ben vengano.  In ogni caso, l’iscrizione a un Albo mancava e doveva esserci.”

*Intervista in esclusiva a cura di Gianluca Baldini, Direttore Editoriale di CityWire, pubblicata il 20 giugno 2019